32-L'ambizione
non è dannabile, nè è da vituperare l'uomo ambizioso
che cerca la gloria con mezzi onesti e onorevoli: anzi
sono proprio questi uomini che operano cose grandi ed
eccelse, e a chi manca questo desiderio è uno spirito
freddo e inclinato più all'ozio che alle faccende.
È invece rovinosa e detestabile quell'ambizione che
ha per unico fine la grandezza, come hanno comunemente
i principi, quando se la propongono per idolo, e per
conseguire ciò che li porta a quella, fanno tabula rasa
della coscienza, dell'onore, dell'umanità e di ogni
altra cosa.
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179-Io
mi feci beffe da giovane del sapere suonare, ballare,
cantare e simili leggiadrie: dello scrivere ancora bene,
del sapere cavalcare, del sapere vestire con eleganza,
e di tutte quelle cose che pare che diano agli uomini
più presto ornamento che sostanza.
Ma avrei in seguito desiderato il contrario, perchè
se è bene e non conveniente perdervi troppo tempo ed
educarvi i giovani, perchè non vi deviino, nondimeno
ho avuto esperienza che l'eleganza ed il saper fare
bene ogni cosa danno dignità e reputazione agli uomini,
anche dotati di ogni altro pregio, e comunque sembra
che a chi ne manchi, manchi qualcosa.
Senza considerare che l'abbondare delle buone maniere
apre la via ai favori di principi, e in chi ne abbonda
è principio, talvolta, di grande profitto e promozione
sociale, non essendo più il mondo e i principi fatti
come dovrebbero, ma come sono.
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31-Coloro
che attribuendo tutto alla prudenza e alla virtù, escludono
quanto possono la potenza della fortuna, devono almeno
confessare che è comunque necessario capitare o nascere
in tempi in cui le virtù e qualità per le quali tu ti
stimi, siano in pregio.
Per esempio quinto Fabio Massimo, al quale l'essere
temporeggiatore dette tanta reputazione, capitò in una
guerra nella quale l'irruenza era perniciosa e utile
invece la lentezza: in un altro tempo avrebbe potuto
essere il contrario.
La sua fortuna consisté in questo: che i suoi tempi
avevano bisogno di quella qualità che era in lui.
Chi potesse variare la natura secondo la condizione
dei tempi, il che è difficilissimo se non impossibile,
sarebbe tanto manco dominato dalla fortuna.
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26-Gli
uomini dovrebbero tenere molto più conto dei fatti tangibili
che delle cerimonie; e nondimeno è incredibile quanto
la finezza complimentosa leghi comunemente ognuno.
Ciò nasce dal fatto che ognuno pensa di meritare di
essere stimato molto, e si indigna se si accorge che
tu non ne tieni quel conto che egli ritiene di meritare. |
30-Chi considera bene non può negare che
nelle cose umane la fortuna ha grandissima potestà,
perchè si vede che continuamente ricevono grandissimi
moti da accidenti fortuiti e che non è in potestà degli
uomini nè a prevederli nè ad evitarli. E benchè l'alacre
avvedutezza degli uomini possa moderare molte cose,
nondimeno da sola non basta, ma necessita ancora di
buona fortuna.
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52-Quasi
tutti coloro che hanno contribuito a rendere grandi
altri, con il tempo diventano piuttosto freddi con costui.
La ragione potrebbe essere che questo, venuto a conoscenza
della abilità sua, teme di non potergli un giorno togliere
quello che gli ha dato.
O forse è anche perchè quello, sembrandogli di avere
meritato molto, di solito vuole molto di più di quanto
gli è concesso e diventa scontento.
Da cui inimicizie e diffidenze tra il principe e i suoi
sostenitori.
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| 37-Nega
sempre quello che tu non vuoi che si sappia, o afferma
quello che tu vuoi che si creda, perchè ancora che in
contrario vi siano molti indizi o prove, l'affermare
o negare gagliardamente mette spesso a partito il cervello
di chi ti ode. |
41-Se
gli uomini fossero buoni e prudenti, chi ha responsabilità
di guidare gli altri potrebbe usare più la dolcezza
che la severità, ma essendo invece gli uomini in gran
parte o poco buoni o poco prudenti, è necessario usare
soprattutto la severità.
Certo, l'ideale sarebbe una via di mezzo, ma pochi hanno
questo dono divino. |
35-Quanto
è diversa la pratica dalla teoria!
Quanti sono coloro che pur intendendo bene le cose,
non se ne rammentano al momento giusto o non sanno metterle
in atto!
A queste persone l'intelligenza è inutile, perchè è
come avere un tesoro in un'arca con obbligo di non tirarlo
mai fuori. |
5-Se
gli uomini fosseri discreti e grati abbastanza, il padrone
dovrebbe beneficare il più possibile i suoi servitori.
Ma poichè l'esperienza dimostra che i servitori non
appena sono sazi, o se al padrone manca occasione di
trattarli bene come ha fatto nel passato, lo lasciano
in asso, allora occorre tenere la mano stretta, ed essere
con loro più scarsi che larghi, tenerli legati più con
la speranza che con gli effetti.
Per ingannarli è necessario beneficarne talvolta qualcuno
largamente, e questo basta.
Perchè è naturale che negli uomini conti più la speranza
che il timore, e che più li alletti e li seduca l'esempio
di uno che vedono beneficato, mentre non si sentono
spaventati da molti che non sono trattati bene. |
23-Le
cose future sono tanto fallaci e sottoposte a tanti
accidenti, che il più delle volte anche i più savi se
ne ingannano: e chi annotasse i loro giudizi, soprattutto
riguardanti i particolari delle cose, perchè in generale
più spesso colgono nel segno, vedrebbe che non ci sarebbe
differenza tra questi e coloro ritenuti non savi.
Lasciare un bene presente per paura di un male futuro
è il più delle volte pazzia, quando il male non sia
molto certo o vicino, o molto grande se comparato al
bene: altrimenti, per una cosa che poi riesce vana,
ti perdi il bene che tu potevi avere. |
36-Chi
deve ingraziarsi gli uomini faccia bene attenzione a
non negare mai recisamente quando è richiesto, ma a
dare risposte generiche.
Perchè chi richiede, talvolta non ha bisogno proprio
del tuo aiuto, o sopravvengono impedimenti talmente
legittimi da giustificarti pienamente.
Senza considerare il fatto che molti uomini sono ottusi
e facilmente si lasciano aggirare con le parole, in
modo che, anche non facendo quello che non vuoi o non
puoi fare, spesso le buone maniere nel rispondere (e
il mostrare attenzione al problema) lasciano soddisfatta
quella persona che, se avessi negato fin da principio,
sarebbe restata in ogni caso mal contenta di te.
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6-È
un grande errore parlare delle cose del mondo indistintamente
e assolutamente, per regola, perchè tutte si presentano
diverse fra loro e con eccezioni e queste eccezioni
non si trovano scritte nei libri, ma le insegna la discrezione.
È più necessario studiare gli uomini che i libri.
(la rochefoucauld/maximes, 550)
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7-Fate
bene attenzione nel parlare di non dire mai senza necessità
cose che se riferite possono dispiacere ad altri, perchè
spesso in tempi e modi non pensati nuocciono grandemente
a voi stessi.
State molto attenti: molte persone anche prudenti spesso
non si controllano, ed è effettivamente difficile astenersene.
Ma se la difficoltà è grande, è molto maggiore il frutto
che ne risulta a chi lo sa fare. |
24-Non
c'è cosa più labile che la memoria dei benefici ricevuti:
e allora fate affidamento piuttosto su quelli che sono
condizionati in modo tale che non possono essere inadempienti,
che su quelli che avete beneficato, perchè questi spesso
o non se ne ricordano o ritengono i benefici ricevuti
minori di quello che sono o reputano che questi siano
stati fatti quasi per obbligo nei loro confronti. |
| 15-Io
ho desiderato come fanno tutti gli uomini onore e utile:
e ne ho conseguiti molte volte più di quello che avevo
desiderato o sperato; e nondimeno non vi ho poi trovato
quella soddisfazione che mi ero immaginato; ragione
questa, potentissima a tagliare assai la vana cupidità
degli uomini. |
10-Non
basta la prudenza naturale senza l'esperienza. Chi ha
maneggiato faccende, benchè prudentissimo, si rende
conto che con l'esperienza si giunge a comprendere e
dunque a fare molte cose che sarebbe impossibile fare
solo con l'ingegno nativo. |
11-Nel
gratificare gli uomini non vi spaventi la ingratitudine
di molti; perchè oltre che beneficiare sè medesimi,
senza altro scopo, è cosa generosa e quasi divina, ci
si imbatte a volte in qualcuno così grato che ci si
sente ricompensati di tutti gli altri. |
| 8-Se
dovete ingiuriare una persona singola, non tirate in
ballo la città, la sua famiglia, la patria, perchè è
pazzia grande volendo offendere un uomo solo, ingiuriane
molti. |
27-L'unica
seria garanzia riguardo ad una persona sul cui conto
nutri dei dubbi, è che le cose stiano in modo che, benchè
voglia, non ti possa nuocere.
Perchè quelle sicurezze fondate sulla volontà e discrezione
di altri sono fallaci, considerato quanta poca bontà
e fede si trova negli uomini.
|
16-Le
grandezze e gli onori sono comunemente desiderati, perchè
tutto quello che vi è di bello e di buono appare esternamente
ed è in piena luce: ma le molestie, le fatiche e i fastidi
e i pericoli sono nascosti e non si vedono . |
19-Non
si possono fare le congiure senza compagnia di altri,
e quindi è pericolosissimo, perchè essendo la più parte
degli uomini o imprudenti o cattivi, si corre troppo
pericolo ad accompagnarsi con persone di simile sorte.
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25-Guardatevi
dal fare un piacere a qualcuno, se ciò comporta un dispiacere
a qualcun altro, perchè chi è ingiuriato non dimentica,
anzi reputa la ingiuria più grave di quello che è in
realtà; chi è beneficato non se ne ricorda o gli pare
di essere beneficato manco che non è.
|
14-Non
esiste cosa più preziosa degli amici, quindi non perdete
occasione di farne; perchè gli uomini si ritrovano spesso,
e gli amici giovano, e i nemici nuocciono, in tempi
e luoghi che uno non si sarebbe mai aspettato.
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62-I
vecchi sono più avari dei giovani, mentre dovrebbe essere
il contrario, in quanto dovendo quelli vivere di meno,
basterebbe loro poco.
Si dice che questo avviene perchè gli anziani sono paurosi
di restare senza mezzi gli ultimi anni di vita, ma io
non credo che questo sia vero.
Penso invece che quanto più si vive, più ci si abitua
alla vita e più gli uomini si attaccano alle cose del
mondo: quindi vi hanno più affezione e più se ne turbano.
|
57-Quanto
sono più felici gli astrologi che gli altri uomini!
Quelli, dicendo tra cento bugie una verità, acquistano
fede in modo che è creduto loro il falso; questi dicendo
tra molte verità una bugia, la perdono in modo che non
è più creduto loro il vero.
Questo apparente paradosso deriva dalla curiosità degli
uomini che, desiderosi di sapere il futuro e non avendo
alcun modo di farlo, sono inclini a correre dietro a
chi promette loro di saperlo dire. |
43-Ho
osservato nei miei governi che molte cose che ho voluto
condurre, quali pace, accordi civili ecc.., devono essere
lasciate andare a lungo, prima di impegnarvisi direttamente,
perchè alla fine, per stanchezza, le parti vengono a
chiederti che tu definisca l'accordo.
Così, pregato, puoi condurre in porto ciò che volevi,
con reputazione e senza alcuna cupidità manifesta.
|
42-Non
puntare tutto sulla popolarità, piuttosto che sulla
reputazione, perchè una volta perduta questa si perde
anche la benevolenza e a questa subentra l'essere disprezzati.
A chi mantiene la reputazione, invece, non mancano amici,
grazia e benevolenza.
|
47-La
dottrina accompagnata con cervelli deboli non li migliora,
ma spesso li guasta.
Invece quando la cultura acquisita, l'esperienza culturale,
l'intelligenza innata, si incontrano con il buono naturale,
ciò fa gli uomini perfetti e quasi divini.
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53-Chi
ha l'incarico di difendere terre, deve avere come principale
obbiettivo di allungare quanto può la difesa, perchè,
come dice il proverbio, chi ha tempo ha vita.
La dilazione reca infiniti favori da principio non sperati
e non conosciuti.
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59-Dissi
già a Papa Clemente, che si spaventava di ogni pericolo,
che una buona medicina a non temere così facilmente,
era ricordarsi di quante cose simili aveva temuto invano.
Con questa avvertenza: non voglio dire che gli uomini
non devono temere mai, ma che non devono assuefarsi
a temere sempre.
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60-L'ingegno
più che mediocre è dato agli uomini per loro infelicità
e tormento, perchè non serve loro ad altro che a tenerli
con molte più fatiche e ansietà che non hanno quelli
che sono più positivi.
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61-Sono
varie le nature degli uomini: certi sperano tanto che
danno per certo quello che non hanno, altri temono tanto
che mai sperano se non hanno in mano. Io mi accosto
più a questi secondi che ai primi: e chi è di questa
natura si inganna poco, ma vive con più tormento. |
| 46-Chi
ha gli Stati in mano non deve usare medicine forti,
se non per estrema necessità. |
49-Non
dire ad alcuno i tuoi segreti, perchè gli uomini parlano,
poi, per vari motivi: chi per stoltezza, chi per profitto,
chi vanamente per apparire che sa. |
70-La
vera prova dell'animo degli uomini si ha quando viene
loro addosso un pericolo improvviso: chi regge a questo
-e se ne trovano pochissimi- si può veramente chiamare
animoso e imperterrito. |
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