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Giancarlo Sacconi

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Cristianesimo

ll Cristianesimo è la religione filosofica per eccellenza, così dice Hegel.

Non ci sarebbe Cristianesimo senza filosofia. Non ci sarebbe per esempio quella definizione cristiana della creazione come creatio ex nihil. La creazione dal nulla, dice così la teologia cristiana. Se i Greci non avessero inventato il senso del nulla, del niente, non ci sarebbe teologia cristiana e quindi fede nel Dio creatore.

Dunque, non si tratta soltanto di conciliare Fede e Ragione. Il discorso filosofico è nell’origine stessa del Cristianesimo. Ecco allora che lo sforzo di Tommaso acquista un’altissima valenza, che la nostra esperienza di uomini vissuti nella cristianità ci fa capire.

Per il cristiano il fatto che Dio esiste, significa che esiste un limite assoluto rispetto al quale la mia volontà di trasformare il mondo ha un limite. Sì io posso trasformare molte cose, però ad un certo momento c'è la legge di Dio che vuole che il mio agire si arresti di fronte ad essa.

La nostra volontà e la nostra forza, ovvero la nostra potenza, sono condizionate nel senso, appunto, che possono spingersi fino ad un certo punto ma non oltre. Oltre c'è la religione, soprattutto, in occidente, il Cristianesimo. Un Cristianesimo che ha alle proprie spalle il sapere filosofico, la sapienza filosofica che dice: alt oltre quel limite tu non puoi andare.

E questo è un esempio del fatto che la parola filosofica non è stata un’astrazione che galleggiava al di sopra delle nostre azioni concrete, ma tutto l'Occidente è cresciuto all'interno di questo senso del limite, che è stato così potente, e indagato dalla cultura del nostro tempo, per esempio da Nietzsche, ma prima di lui da Leopardi, e dopo da Giovanni Gentile, e molto dopo, da Heidegger, Wittgenstein e Spinoza e altri.

Soprattutto la triade Leopardi-Nietzsche-Gentile ha detto: “Dio è morto”. E questi sanno e spiegano perché Dio è morto: Dio che era stato evocato per proteggerci e salvarci dalla morte, è diventato più ossessionante, più soffocante della morte.

Non c'è da scandalizzarsi per il fatto che il fisico e il biologo usino come pietre parole ("il niente") che ci sembrano montagne, perché oggi tutti più o meno crediamo, o quanto meno l’élite della cultura crede, che non c'è un Dio che trasformi il proprio pensiero, dallo stato di idea divina, appunto, allo stato di creature.
Certo, oggi siamo in un periodo di reviviscenza del cristianesimo, però l'andamento della grande cultura è verso ciò che Nietzsche chiama "La morte di Dio".

Ebbene, tutto questo discorso, che cosa vuol dire. Vuol dire che se esiste un Dio, ed esiste stabilmente non come contenuto di una fede, un Dio le cui leggi si impongono su tutto e su tutti, allora se esiste questo di Dio vuol dire che il linguaggio filosofico è la barriera rispetto alla quale l'agire dell'uomo non può prevaricare, l'agire dell'uomo non può abbatterla.

Quindi Il linguaggio filosofico attraverso il linguaggio religioso stabilisce il limite dell'agire e quindi di quelle forme di azione che sono le prime avvisaglie della tecnica moderna, guidata dalla scienza moderna.