Giancarlo Sacconi

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Politica

La politica è la più nobile delle attività umane perchè ha per scopo e come oggetto il bene comune (San Tommaso).
Ma gli uomini sono deboli. È per questo che la politica, proprio perchè forma più alta di bene, può trasformarsi in un'arma
terribile per fare del male.
Di seguito i "maestri" più cliccati (da me):

Nicolò Machiavelli e Leon Battista Alberti. Lo storico Tucidide con Pericle.
   
Alexis de Tocqueville "La democrazia in America" "L'antico regime e la rivoluzione" due contributi eccezionali per l'analisi politica.
   
Karl Marx Il Marx contemporaneo di Tocqueville, lo storico che analizzò obiettivamente gli spiriti animali del capitalismo, scartando senza esitazione l'utopista, il grande secolarizzatore delle escatologie ebraiche, i destini ultimi dell'umanità e del mondo.
Oppure il Marx che ci spiega che la politica ha esaurito la sua funzione di guida, ma non quello che chiama alla rivoluzione, cioè al riscatto della politica dal suo irreversibile destino.

L'Ottocento e il Novecento hanno tentato in tutti i modi di ritardare, contenere e combattere un processo che ora sta maturando sotto i nostri occhi a velocità incredibile: dopo il crollo dei Leviatani, la politica si è ormai trasformata nell'arte o, se vogliamo, nella tecnica di creare le condizioni ottimali -amministrative, giuridiche, finanziarie -per gli investimenti.

La politica comincia a non essere più concepibile se non al servizio delle compatibilità e opportunità per gli investimenti.
Questo modo di fare politica sta sempre più caratterizzando questo secolo, con manifestazioni anche inquietanti comel a guerra di Libia e il silenzio sulle vicende siriane, del maggio giugno 2011.

Oggi l'Europa si muove in quest'ottica di trasformare la politica in economia, nel senso etimologico termine.

Naturalmente non è che questo sia il modello migliore, e non c'è di che rallegrarsi di quanto sta avvenendo. Occorre però prendere atto dell'irreversibile senza rinunciare ad analizzarne le conseguenze tragiche, come ci ha insegnato Simone Weil e gli altri suoi compagni di strada del Collège de Sociologie, negli anni 30.
   
Max Weber Per la parte riguardante quelle opere in cui ha saputo mettere da parte un certo storicismo ottimistico, per esempio gli scritti sulla politica come professione.
   
Werner Sombart L'autore de "Il borghese" il più straordinario ritratto della classe sociale contro cui si era scatenata la rivolta marxiana.
   
Carl Schmitt Tra tutti gli analisti politici, certamente il più  disincantato, il più acuto. Forse anche più geniale di Machiavelli, di cui aveva una grande ammirazione. Naturalmente con l'esclusione di tutto quanto attiene il "fare il cattivo" per partito preso, che si lascia tentare dal vezzo letterario dell' "épater le bourgeois".
   
Baruch Spinoza

Last but not least, il più grande esponente del filone tragico e disincantato che ci ha addestrato a riconoscere l'inevitabile senza accettarne le catene. L'esatto opposto della schiera dei pensatori "deboli".

Accantonati tutti i critici del totalitarismo visto come una "anomalia", una semplice parentesi storica delle magnifiche sorti progressive  della democrazia, compresa, ma solo per questo aspetto, Hannah Arendt.